venerdì 6 febbraio 2009

"Benessere dell'Occidente e Cristianesimo"
Si sente parlare sempre più spesso di crisi e declino economico, e così è stato anche il 16 gennaio al Palazzo Guasco di Alessandria in occasione del convegno "Non rassegnarsi al declino. Quali ricette per risolvere la crisi nell'alessandrino", promosso da "Iniziativa Subalpina" nella persona del referente dell'Associazione Giovanni Barosini con la partecipazione del presidente, nonché parlamentare, on. Michele Vietti. Vari sono stati gli interventi, dalla Caritas ai sindacati, dalla Confesercenti alla Coldiretti, fino a quello conclusivo, più di carattere politico, dell'on. Vietti. Tutti hanno sottolineato, in qualche modo, la necessità impellente di "rimboccarsi le maniche" per far fronte insieme ai problemi dell'oggi e del domani nell'alessandrino e in Italia. Ad un certo punto però, l'on. Vietti ha invitato anche a fermarsi e a riflettere. cogliendo tale intelligente invito vorrei trascurare per un attimo i dettagli e le strategie, i tecnicismi e i dati particolari per porre con voi una riflessione di più ampio respiro, parlando delle cause morali dell'attuale crisi, allargando l'indagine alla civiltà occidentale nel suo insieme. Per capire le radici morali della prosperità dell'Occidente e quindi del suo declino occorre portare innanzi senza pregiudizi un'analisi comparativa delle diverse culture-civiltà sviluppatesi nel corso dei secoli sul nostro pianeta. Si noterà allora che ciò che contraddistingue quella Occidentale dalle altre culture è l'influenza che su di essa ha avuto e in parte ha ancora il Cristianesimo. L'aspetto forse più immediatamente rilevante della cultura occidentale è la sua superiorità indiscutibile dal punto di vista tecnologico, conseguente alla sua superiorità in campo scientifico sulle altre culture. Ma perché proprio in Occidente si è avuto un così notevole sviluppo della scienza e quindi della tecnica e quindi del benessere? Direi che i fattori maggiormente in questione sono la libertà e la fiducia nella capacità della ragione umana di conoscere la verità. Libertà e verità, dunque, hanno fatto il successo dell'Occidente, la verità impedendo l'eccesso del libertarismo, la libertà quello del totalitarismo. Senza il Cristianesimo non sarebbe stato possibile tale fertilissimo connubio: se, per esempio, da un lato le dottrine di Gesù hanno inesorabilmente eroso l'istituto della schiavitù, incentivando conseguentemente lo sviluppo tecnologico a sostituzione della fatica animalesca, e hanno liberato gli uomini dalla superstizione, dall'altro hanno divulgato quel rigore morale e intellettuale indispensabile al progresso nella ricerca scientifica e nel giusto ordinamento della società. Un episodio emblematico dell'attuale crisi dell'Occidente è senz'altro quello accaduto all'Università La Sapienza di Roma: una esigua minoranza di persone ha attaccato il Papa per la difesa che Egli sostenne, da cardinale, della validità veritativa del metodo scientifico galileiano contro gli attacchi di Feyerabend e di altri filosofi della scienza contemporanei. Insomma il Papa chiedeva solo la libertà di difendere la ragione e ragionevolmente doveva essere lasciato libero di esprimere la sua ragionevole e argomentata opinione, e invece ha vinto, almeno temporaneamente, l'arbitrio irrazionale di pochi illiberali. Mi pare un notevolissimo argomento di riflessione.
Ovada, 17 gennaio 2009 Gianluca Valpondi, coordinatore UDC Ovada

Nessun commento: